In Abruzzo la cooperazione non è una formula astratta né una risposta teorica alle crisi contemporanee. È, prima di tutto, una pratica quotidiana che prende forma nei territori, nelle comunità e nelle persone che scelgono di stare insieme per generare lavoro, servizi e futuro.
In una regione segnata da fragilità strutturali – spopolamento delle aree interne, difficoltà occupazionali, trasformazioni ambientali ed economiche – la cooperazione continua a rappresentare un modello di sviluppo radicato, capace di coniugare impresa e responsabilità sociale. Non perché “alternativo”, ma perché profondamente aderente ai bisogni reali dei luoghi.
Oggi più che mai, parlare di cooperazione significa parlare di persone. Donne e uomini che assumono ruoli di responsabilità, che guidano processi complessi, che tengono insieme sostenibilità economica, coesione sociale e presidio dei territori. È da qui che nasce il valore cooperativo: dalla capacità di trasformare il lavoro in progetto collettivo e la comunità in risorsa.
In Abruzzo questo approccio attraversa settori diversi – dal sociale all’agroalimentare, dalla pesca alle cooperative di comunità – e dimostra come la cooperazione sappia evolversi senza perdere la propria identità. Non si limita a rispondere all’emergenza, ma costruisce visioni di medio e lungo periodo, investendo su competenze, relazioni e partecipazione.
Come Confcooperative Abruzzo riteniamo fondamentale raccontare questo patrimonio, mettendo al centro le storie, le esperienze e le responsabilità di chi ogni giorno rende concreta l’idea di un’economia più giusta, inclusiva e territoriale. Perché oggi, più che mai, cooperare in Abruzzo significa prendersi cura del presente e immaginare insieme il futuro.