Nel mondo della cooperazione le strutture contano, ma sono le persone a fare la differenza. In Abruzzo, il settore dell’agricoltura cooperativa è guidato anche dallo sguardo, dalla competenza e dalla responsabilità di donne che ogni giorno tengono insieme lavoro, territori e futuro. Con Angela Colangelo, coordinatrice regionale di Fedagripesca, parliamo di cooperazione e agricoltura, lavoratori, territori e leadership femminile, per raccontare cosa significa oggi rappresentare un settore strategico e fragile allo stesso tempo.
Essere coordinatrice regionale di Fedagripesca Abruzzo significa rappresentare imprese, lavoratori e territori. Come vive questo ruolo e quali responsabilità sente maggiormente?
Vivo questo ruolo con grande senso di responsabilità e, allo stesso tempo, con profondo orgoglio. Essere coordinatrice regionale di Fedagripesca Abruzzo significa farsi carico di una rappresentanza ampia e complessa: imprese, lavoratori e territori che hanno esigenze diverse ma un destino comune. Il mio impegno quotidiano è tenere insieme queste dimensioni, ascoltando, mediando e costruendo sintesi concrete. La responsabilità che sento maggiormente è quella di dare voce a chi spesso lavora in silenzio, in settori strategici ma non sempre adeguatamente valorizzati. Significa difendere il lavoro, promuovere la sostenibilità economica e ambientale, e accompagnare le imprese nei processi di cambiamento, dall’innovazione alla transizione ecologica, senza lasciare indietro nessuno. Sento anche forte il dovere di rappresentare l’Abruzzo nella sua specificità: un territorio ricco di potenzialità, ma anche fragile, che ha bisogno di politiche mirate e di una visione di lungo periodo. In questo ruolo cerco di essere un ponte tra il mondo produttivo e le istituzioni, con l’obiettivo di trasformare i bisogni in proposte e le criticità in opportunità di sviluppo condiviso.
La cooperazione è storicamente un luogo di inclusione. Essere una donna alla guida di una federazione di settore tradizionalmente maschile, come quello dell’agricoltura, che valore aggiunto porta secondo te?
Porta innanzitutto uno sguardo diverso, che non sostituisce ma integra. La cooperazione nasce come spazio di inclusione e partecipazione, e una leadership femminile, in un settore tradizionalmente maschile come quello dell’agricoltura, rende questo principio ancora più concreto e visibile. Credo che il valore aggiunto stia soprattutto nel metodo: maggiore attenzione all’ascolto, alla mediazione, alla costruzione di relazioni solide e durature. Le donne, per esperienza e cultura, sono spesso abituate a gestire questa complessità senza semplificazioni forzate. Ad esempio, la presenza di una donna alla guida di una federazione non è solo una questione di rappresentanza, ma un messaggio alle nuove generazioni – uomini e donne – che il merito, la competenza e l’impegno devono essere gli unici criteri di leadership.
Qual è oggi lo stato di salute dell’agricoltura cooperativa abruzzese? Quali sono le principali criticità e, allo stesso tempo, le opportunità su cui costruire il futuro?
Oggi l’agricoltura cooperativa abruzzese si presenta come un sistema vitale, resiliente e riconosciuto come centrale nel tessuto produttivo regionale, ma con sfide importanti da affrontare e grandi opportunità da valorizzare. Oggi, la cooperazione agricola e agroalimentare in Abruzzo è un pilastro dell’economia rurale: secondo i dati più recenti, Fedagripesca-Confcooperative in regione raccoglie circa 10. 000 soci in 54 imprese cooperative, con un fatturato attorno ai 400 milioni di euro nei vari comparti produttivi (ortofrutta, vitivinicolo, olivicoltura, zootecnia, servizi, ecc.). Le principali criticità si riscontrano nella carenza di manodopera qualificata, nella marginalità economica e nei costi crescenti, nelle capacità di digitalizzazione e innovazione. Le opportunità future passano dalla valorizzazione delle filiere di qualità e delle tipicità territoriali, all’investimento in sostenibilità e biologico, dal rafforzamento della formazione al coinvolgimento dei giovani, fino allo sviluppo di modelli di innovazione organizzativa e digitale capaci di consolidare il ruolo sociale e comunitario delle imprese. In sintesi, l’agricoltura cooperativa abruzzese è in salute ma richiede investimenti mirati in innovazione, formazione, accesso alle risorse e tutela del lavoro qualificato per consolidare il proprio ruolo e costruire un futuro sostenibile. Il modello cooperativo, con i suoi valori di condivisione e radicamento territoriale, è una risorsa strategica per rispondere alle sfide della globalizzazione e della transizione ecologica.
Uno dei nodi centrali è il ricambio generazionale nella cooperazione. Cosa serve davvero per rendere questo settore più attrattivo per i giovani?
Per rendere davvero attrattiva la cooperazione agricola per i giovani servono meno slogan e più condizioni concrete. I giovani non rifiutano l’agricoltura in sé, rifiutano un’idea di agricoltura percepita come poco remunerativa, isolata e senza prospettive di crescita. La prima leva è la redditività: senza un reddito dignitoso e stabile non c’è ricambio generazionale possibile. Questo significa rafforzare le cooperative affinché siano in grado di garantire valore lungo tutta la filiera, una migliore organizzazione dell’offerta e una più equa distribuzione del reddito tra produzione e mercato. La seconda è l’accesso: accesso alla terra, al credito, agli strumenti finanziari e alle misure pubbliche. Oggi per un giovane entrare in cooperativa o avviare un percorso imprenditoriale agricolo è spesso troppo complesso. Servono politiche più semplici, accompagnamento reale e cooperative capaci di fare da “incubatori”, non solo da strutture produttive. C’è poi il tema decisivo delle competenze e dell’innovazione. I giovani sono attratti da un’agricoltura tecnologica, sostenibile, connessa ai mercati e al digitale. La cooperazione deve investire di più in formazione, agricoltura di precisione, transizione ecologica, marketing e trasformazione dei prodotti. Un altro aspetto fondamentale è il ruolo dei giovani nei processi decisionali. Non basta coinvolgerli come forza lavoro: devono poter partecipare alla governance, portare idee, assumersi responsabilità. Una cooperativa che non si rinnova anche nella classe dirigente difficilmente sarà attrattiva. Infine, serve una narrazione diversa. Raccontare l’agricoltura cooperativa come un settore moderno, capace di innovare, creare comunità e dare senso al lavoro. I giovani cercano sì un reddito, ma anche un progetto di vita. La cooperazione, con i suoi valori, può offrirlo — a patto di saperli tradurre in opportunità reali, qui e ora.
Che valore ha, per le cooperative agricole e della pesca, far parte del sistema di Confcooperative Abruzzo?
Significa, prima di tutto, non essere soli. In settori complessi e spesso esposti come l’agricoltura e la pesca, la forza della cooperazione sta nella capacità di fare sistema, di trasformare esigenze individuali in una voce collettiva autorevole. Il valore principale è la rappresentanza. Confcooperative Abruzzo è un interlocutore riconosciuto dalle istituzioni regionali e nazionali: questo permette alle cooperative agricole e della pesca di incidere sulle politiche, di portare ai tavoli decisionali i problemi reali delle imprese e dei lavoratori, e di contribuire alla costruzione di norme e strumenti più aderenti ai bisogni dei territori. C’è poi un valore di accompagnamento e servizio. Entrare nel sistema Confcooperative significa poter contare su competenze qualificate: assistenza normativa, contrattuale, fiscale, progettazione europea e accesso alle misure di sviluppo. Per molte cooperative, soprattutto le più piccole, questo supporto è decisivo per crescere, innovare e restare competitive. Infine, c’è un valore identitario e culturale. Far parte di Fedagripesca Confcooperative significa condividere un modello d’impresa che mette al centro la persona, il lavoro e il territorio. In un mercato sempre più competitivo, questo non è un limite, ma un elemento distintivo che rafforza la credibilità delle cooperative agricole e ne consolida il ruolo sociale ed economico nelle comunità locali.
In sintesi, Confcooperative Abruzzo non è solo una struttura di rappresentanza, ma una comunità organizzata che aiuta le cooperative agricole e della pesca a crescere, a contare di più e a guardare al futuro con maggiore solidità e visione.