Nel contesto della viticoltura abruzzese, il sistema cooperativo rappresenta oltre il 70% della produzione regionale. Un pilastro produttivo ed economico che oggi, però, si trova davanti a una trasformazione non più rinviabile.
In occasione del Vinitaly, nell’intervista rilasciata al Corriere Vinicolo, il Presidente di Confcooperative Abruzzo, Antonio Marascia, offre una lettura lucida e sistemica delle criticità attuali.
Il punto non è una singola crisi. È il modello.
Eventi recenti – dalla peronospora alla contrazione dei consumi – hanno reso evidenti limiti strutturali già presenti:
- frammentazione del sistema;
- scarsa capacità di coordinamento;
- sovradimensionamento delle strutture cooperative;
- aziende agricole troppo piccole per essere sostenibili.
A questo si aggiunge un tema cruciale: il ricambio generazionale.
L’età media elevata incide direttamente sulla capacità di innovazione, sull’adozione di nuove tecnologie e sulla visione strategica.
Il risultato è uno squilibrio profondo tra struttura produttiva e mercato. Ma è proprio da questa consapevolezza che può nascere il cambiamento. “La trasformazione difficilmente avverrà senza una regia” – sottolinea Marascia.
La direzione è chiara:
- maggiore integrazione tra le cooperative;
- creazione di poli produttivi più efficienti;
- sviluppo di logiche di sistema;
- costruzione di una rete commerciale condivisa.
Un passaggio chiave riguarda anche il ruolo delle politiche pubbliche, che possono diventare leva strategica se orientate a incentivare forme di aggregazione e progettualità collettiva.
Alcune esperienze virtuose esistono già. Ma oggi la sfida è un’altra: trasformare casi isolati in un percorso condiviso. La sostenibilità futura della viticoltura abruzzese passa da qui:
- creazione di valore
- cooperazione reale
- governance più coordinata
Non è solo un tema organizzativo. È una ridefinizione del ruolo stesso della cooperazione nel mercato contemporaneo.
👉 Leggi l’intervista completa su Il Corriere Vinicolo e sul pdf nella pagina.