La voce delle nostre cooperative: intervista con Citra Vini

La voce delle nostre cooperative: intervista con Citra Vini

La voce delle nostre cooperative: intervista con Citra Vini Desideriamo far conoscere da vicino le cooperative associate a Confcooperative Abruzzo, le loro storie, i valori e l’impatto sul territorio. Siamo a Ortona con Sandro Spella, presidente del cda di Citra Vini e vice presidente di Confcooperative Abruzzo.

Categorie: Primo PianoDall'UnioneFedagri

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Oggi vi portiamo alla scoperta della Cooperativa Citra Vini, una realtà che da oltre cinquant'anni trasforma la forza della cooperazione in valore per il territorio, unendo migliaia di viticoltori nella produzione di vini che raccontano l'identità e le eccellenze dell'Abruzzo. Abbiamo intervistato 𝗦𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗦𝗽𝗲𝗹𝗹𝗮, 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗶𝘁𝗿𝗮 𝗩𝗶𝗻𝗶.

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗲̀ 𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮?
Citra nasce nel 1973, dall’intuizione di unire le cantine sociali della provincia di Chieti in un progetto cooperativo di secondo livello. L’obiettivo era trasformare un patrimonio vitivinicolo frammentato – migliaia di piccoli viticoltori, vigneti diffusi tra Adriatico e Maiella – in una forza produttiva e commerciale strutturata, capace di competere sui mercati nazionali e internazionali senza perdere il legame con il territorio.
Da allora Citra è cresciuta fino a diventare una delle realtà di riferimento del settore vitivinicolo abruzzese, mantenendo però intatto il suo DNA cooperativo: mettere al centro il socio viticoltore e costruire, attraverso il vino, valore duraturo per le comunità locali.

𝗤𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗼 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝘃𝗼𝗹𝗲𝘃𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲?
La sfida principale era dare voce e forza a un territorio ricchissimo di vigneti ma poco organizzato, dove il valore rimaneva spesso disperso lungo la filiera. Volevamo affrontare tre bisogni concreti: garantire redditività e tutele ai viticoltori, presidiare la qualità dalla vigna alla bottiglia e costruire un marchio capace di rappresentare l’Abruzzo del vino nel mondo.
Citra nasce quindi per superare la frammentazione, aggregando volumi, competenze tecniche e capacità di investimento in innovazione, sostenibilità e promozione, così che ogni bottiglia potesse portare con sé non solo un vino, ma un territorio e una comunità.

𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗶 𝘁𝗿𝗮𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗼𝘁𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶?
Il modello cooperativo ci ha permesso, in questi decenni, di raggiungere risultati che una singola cantina difficilmente avrebbe potuto conseguire. Abbiamo aggregato migliaia di viticoltori del territorio (oggi diverse migliaia di soci) e garantito continuità di reddito e servizi tecnici, contribuendo a mantenere viva la viticoltura in aree interne a rischio spopolamento.
Siamo diventati una delle principali realtà produttive d’Abruzzo, con volumi importanti e una presenza stabile sia in Italia sia all’estero, portando Montepulciano, Trebbiano e gli altri vitigni autoctoni abruzzesi su mercati dove prima eravamo poco rappresentati.
Abbiamo introdotto innovazioni significative in vigneto e in cantina (controlli di qualità, certificazioni, progetti di sostenibilità ambientale), migliorando costantemente il profilo qualitativo dei vini e rafforzando la reputazione del territorio. Abbiamo generato un impatto sociale rilevante: occupazione diretta e indiretta, indotto economico, presidio del paesaggio rurale e promozione dell’immagine dell’Abruzzo attraverso il vino.

𝗜𝗻 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗶 𝗵𝗮 𝘀𝘂𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘁𝗼?
Confcooperative Abruzzo è stata, ed è tuttora, un partner importante nel nostro percorso. Ci ha supportato su più piani. Sul fronte della rappresentanza, dando voce alle istanze del mondo cooperativo vitivinicolo presso le istituzioni regionali e nazionali.
Attraverso attività di consulenza e formazione, che ci hanno aiutato ad affrontare passaggi chiave come l’evoluzione normativa, i temi della sostenibilità, la gestione della governance e l’accompagnamento dei giovani nel ricambio generazionale.
Favorendo momenti di networking e confronto con altre cooperative di settori diversi, dai quali spesso nascono idee, collaborazioni e buone pratiche trasferibili anche al nostro mondo.

𝗤𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗼 𝗼𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶?
Guardando ai prossimi anni, immaginiamo Citra sempre più come una piattaforma cooperativa evoluta: radicata nel territorio ma proiettata verso i mercati globali.Le nostre priorità strategiche sono chiare:
Continuare ad accrescere il valore riconosciuto al lavoro dei soci, attraverso un ulteriore posizionamento qualitativo dei vini e una maggiore distintività dei nostri brand.
Investire in sostenibilità ambientale e sociale, dal vigneto alla distribuzione, per rispondere alle sfide del cambiamento climatico e alle attese di consumatori sempre più consapevoli.
Rafforzare la presenza internazionale, facendo dei vini d’Abruzzo – e del Montepulciano in particolare – ambasciatori del nostro territorio nel mondo.
Valorizzare le nuove generazioni di viticoltori e collaboratori, perché il futuro della cooperativa passa dalla capacità di attrarre e trattenere talenti nelle nostre campagne.
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