In vista dell’8ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, in programma a Firenze dall’1 al 4 ottobre, la direttrice generale di Confcooperative Fabiola Di Loreto interviene sul ruolo che le cooperative italiane svolgono nella costruzione di un’economia capace di generare valore per le persone e per i territori.
La sua riflessione parte dai numeri e arriva alle comunità, al lavoro, alla partecipazione e alla capacità di guardare al lungo periodo: «Numeri, non promesse. E’ questa la cifra dell'economia civile che le cooperative italiane costruiscono ogni giorno: l'8% del Pil nazionale, un prodotto su quattro del made in Italy sulle nostre tavole, 7 milioni di italiani seguiti dal welfare cooperativo. Dietro ogni dato c'è un territorio che torna a vivere. Le cooperative di comunità rianimano i borghi dove i servizi essenziali erano scomparsi. I workers buy out trasformano una crisi aziendale in riscatto dei lavoratori. Il credito cooperativo resta, spesso, l'unico presidio finanziario in aree che le grandi banche hanno abbandonato. E siamo un ascensore sociale concreto per le donne, che rappresentano il 61% dei nostri occupati. Lo facciamo in un Paese che cambia rapidamente: transizione ecologica, invecchiamento demografico, digitalizzazione, disuguaglianze territoriali. Sfide che affrontiamo con soluzioni radicate nei territori, investendo in competenze e governance partecipativa: la proprietà collettiva guarda al lungo periodo, non al trimestre».
📍 Festival Nazionale dell’Economia Civile
Firenze, 1–4 ottobre 2026
Confcooperative porterà questa visione nel confronto con esperienze e protagonisti internazionali: perché la biodiversità imprenditoriale è una ricchezza e il pluralismo economico un bene comune da difendere.
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