Quale economia vogliamo far crescere?

Quale economia vogliamo far crescere?

Quale economia vogliamo far crescere? La crescita non si misura solo in numeri. Conta anche come viene generata: lavoro regolare, concorrenza leale, responsabilità e valore che resta nei territori.

Categorie: Primo PianoDall'Unione

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I dati presentati all'Abruzzo Economy Summit raccontano una regione in una fase positiva: tra il 2021 e il 2025 il PIL abruzzese è cresciuto dell'11,9%, a fronte del +7,2% nazionale. Nella prima metà del 2026 sono cresciuti anche export (+8,3%) e occupazione (+2,4%).

Numeri che raccontano una capacità di crescita importante. Ma la crescita economica apre anche una domanda più ampia: quale tipo di economia vogliamo far crescere? Il Focus Censis-Confcooperative sull'economia sommersa ha stimato in 197,6 miliardi di euro il valore dell'economia non osservata, pari al 9,2% del PIL nazionale.

Il problema non riguarda soltanto il gettito fiscale. Il sommerso introduce una distorsione nel mercato, penalizza le imprese che operano nella legalità e incide sulla qualità e sul valore del lavoro. Per questo parlare di sviluppo significa parlare anche di regole, concorrenza leale, lavoro regolare e responsabilità d'impresa.

Una crescita solida non si misura soltanto da quanto aumenta la ricchezza prodotta, ma anche dalle condizioni attraverso cui quella ricchezza viene generata e dalla capacità di trasformarla in valore duraturo per il territorio. È una prospettiva che riguarda da vicino la cooperazione.

Fare impresa significa anche scegliere quale idea di economia contribuire a costruire.
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